Testi critici
Le opere di Pamela Napoletano sviluppano il tema del corpo e i suoi significati, sceglie questo soggetto per raccontarsi.
La tecnica scelta in un primo tempo è il disegno, razionalizzazione della realtà che si cristallizza in linee e tratti attraverso il pensiero di ciò che si vuole rappresentare, dalla visione dell'oggetto al riconoscimento in sé, sino alla trasformazione in segno. Il suo lavoro di più grandi dimensioni è un pastello, "Pensieri violati"; poi è sempre più attratta dalla manipolazione della figura, fino alla scomposizione astratta del corpo, che è ripreso nelle sue linee essenziali.
La forma vibra di una specie di dissolvimento di linee e fili aggrovigliati che sottolineano il desiderio dell'artista di rappresentare la complessità sfuggente dell'anima all’interno del corpo: una sorta di elettricità pervade le forme che si dissolvono in pulviscolo luminoso, un divisionismo rivisitato per cogliere la molteplicità delle particelle chi ci compongono così come la proteiforme capacità di ricompattarci in esseri nuovi fatti di aggrovigliati pensieri.
Le opere più vigorose sono quelle delle grandi forme. Corpi accosciati dove la linea curva esalta la massa del corpo che, perse le caratterizzazioni personali, diventa espressivo per la forza emozionale che trasmette come in "Maternità" e "Dissolvenza in giallo"; in "Nudi blu" si palesa un espressionismo plastico per superare la mercificazione del corpo, che non deve essere solo il contenitore ma l'espressione di un'anima, su un percorso che va dalla scoperta di sé (corpo ed emozioni) sino alla dissolvenza, forma di comunicazione empatica con il riguardante.
Le vibrazioni di colore, le analisi di spettrografia, le indagini sulle particelle che compongono la materia, restano un punto di partenza per elaborare una tecnica personale, ma non la forma espressiva, dove la ricerca trascende il risultato come in "Dissolvenza capovolta" (pastello/olio flatting su compensato).
"Dissolvenza in blu" (scarabocchi di biro e velature di flatting colorate a olio) parla di un universo interiore utilizzando colori trasparenti sovrapposti con linee intricate che creano una figura liberata dalla pelle, gabbia ed esteriorità, con "la gamma di colori creata dalle velature acquose e vitree del flatting" (P.N.).
La sagoma umana che racchiude un universo aperto e mutevole mostra il profilo del corpo, che è solo un indizio; lo spirito, il pensiero, i sogni sono più importanti del corpo esterno.
Gemma Clerici
Pamela Napoletano è un’artista caratterizzata da un’inquieta vivacità compositiva che si riflette in opere capaci di sprigionare un’irrequieta vitalità. I protagonisti dei suoi dipinti sono in continua trasformazione. Diversamente da ciò che accade nella pittura accademica, nel cui ambito ciò che viene raffigurato appare realisticamente definito e rigidamente fissato al supporto materico, i tratti che compongono i suoi soggetti non conferiscono ad essi una rigorosa forma figurativa; piuttosto, sfumando essenzialmente incompiuti, sembrano dissolversi in un’atmosfera misteriosa. Il dipinto, proiettato in una dimensione sospesa del tutto priva di riferimenti al tempo e alla realtà oggettuale, è composto di una sostanza immateriale, libera come l’ispirazione ed impercettibile come il pensiero.
In molti lavori l’artista rappresenta un nudo femminile, nel quale cela il proprio autoritratto. Figurativamente, esso non è mai uguale a se stesso; in ogni dipinto le sue sembianze, appena suggerite, mutano mentre il corpo scompare nel gioco di luci, ombre e colori. Ciò accade perché quest’artista non si limita a raffigurare il suo soggetto, ma lo interpreta in accordo con uno stato d’animo. Espressivamente, tali scelte rispecchiano l’idea di una personalità che desidera rinnovarsi. Materialmente invece, quest’attitudine si riflette in una pittura che mettendosi alla prova sperimenta nuove idee, arditi scorci e varie tecniche, trovando il suo compimento nella ricerca, inesausta, di nuove fonti d’ispirazione, tradotte con entusiasmo in evocative soluzioni figurative.
Alberto Bonacina [albertobonacina@libero.it]
Solitamente quando qualche collega mi propone di scrivere sul suo lavoro d’artista, mi trovo quasi sempre in difficoltà non per non volerlo fare, ma soprattutto perché non so mai come cominciare. Pamela Napoletano è una giovane artista e so che questa è la sua prima mostra personale. Essa presenta una complessa complessità di tavole, ove l’immagine dipinta è il “nudo femminile”, quindi sé stessa. Nella cronologia del lavoro, la pittura si evolve, i pensieri, gli alti, le espressioni si frammentano, per poi ricostruirsi bloccando nell’ambito dello spazio-tavola l’immagine più o meno di sé stessa proiettata, l’immagine più o meno di sé stessa pensata.
I dipinti presenti alla mostra vanno guardati e osservati non tanto nello specifico del nudo “Pamela” fine a sé stesso, ma nel modo ove una giovane artista si rappresenta, secondo canoni che appartengono all’immagine delle arti visive, ma sono anche e soprattutto pensieri interiori, precisati dall’artista, e che si manifestano in forme cromatiche. Non a caso la Napoletano, parlandone con lei, tiene a fare rilevare che i capelli dipinti nelle figure sono pensieri, intrecci, conflitti segnati e disegnati sulle tavole con linee, segmenti appena appena percettibili, ma pittoricamente piene di materia e quindi di “pittura”. A lei da parte mia gli auguri di una lunghissima vita creativa e la speranza che possa trovare nel dipingere il senso “vero” della sua vita.
Pippo Spinoccia